Yves Traversa

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La Sezione di Savona viene fondata nei primi anni ’60 dal paracadutista Yves Traversa, già reduce della Seconda Guerra Mondiale. Il paracadutismo savonese deve moltissimo a questo uomo che ha speso buona parte della sua vita a tenere viva la nostra disciplina, a vivacizzare le nostre attività, e a diffondere i valori di cui andiamo fieri. Lasciamo la parola al figlio Massimo che più di chiunque altro può trasmetterci meglio le caratteristiche di questa persona esemplare.

Yves Giorgio Traversa.
Nasce il 18/05/1925 a Saint Etienne in Francia da genitori italiani.
Trascorre la sua fanciullezza in liguria, a Savona, in Piemonte e poi a Rodi in Grecia, seguendo il padre sott’ufficiale della Regia Aereonautica (Volontario della Grande Guerra, Volontario della Guerra d’Africa,  Legionario Fiumano, Combattente della  Guerra 40 – 45 durante la quale riportò 5 ferite, con due promozioni al merito e tre Croci di Guerra al Valor Militare)  destinato in Egeo.

Si arruola volontario in Aereonautica e rientrando in Italia,chiede di  essere trasferito al Reparto Arditi Paracadutisti dell’Aereonautica Repubblicana, frequenta la scuola di paracadutismo di Tradate sotto il comandante  EdvinoDalmas e viene inquadrato nel Battaglione Azzurro, 12° Cp.
Si brevetta paracadutista il 25/04/1944 a Venegono.
Partecipa alla difesa di Roma, ove ricevela Croce di Ferro di Seconda Classe per aver distrutto il 04/06/1944 con tiri di panzerfaust un carro nemico, in una azione congiunta con un reparto di Fallschirmjager. Partecipa alle vicissitudini della Folgore sotto il comando del Comandante Sala, dalla difesa del confine alpino, dai tentativi di invasione francese, fino alla resa del reparto all’Hotel Billia di Saint Vincent agli anglo americani. Nel dopoguerra, partecipa alla ricerca e riesumazione dei caduti, quindi riprende l’attività lancistica, promuovendo il centro di paracadutismo di Albenga, specializzandosi anche nei lanci con il paracadute Lisi, ( vincolato con calotta rientrante ),  poi la progressione fino ad arrivare all’ala.   Ricopre varie cariche in seno all’ANPd’I, come presidente della Sezione di Savona, poi di Alessandria e quindi come Consigliere Nazionale 1° Zona.

Vince vari titoli italiani under 50 specialità precisione in atterraggio.

E’ suo il progetto e i disegni del monumento dedicato agli Arditi del Cielo e della Terra e alle Scuole Militari di Paracadutismo, posto nell’aviosuperfice di Novi Ligure il 28 Aprile 1996 opera dello scultore Capitano  Paracadutista Valerio Angeli.
Cade il 10/05/1998, dopo quasi 54 anni di attività laicistica, sul cielo di Groppello (Pavia) durante una manifestazione di paracadutismo, prima di poter spiegare al vento la bandiera tricolore che da sempre lo accompagnava in atterraggio.

Quando mi è stato chiesto di scrivere una biografia di mio padre, la cosa mi ha imbarazzato non poco, ho dovuto combattere con  la timidezza e soprattutto con una sorta di discrezione.. Non è facile parlare di chi si ama, non si è sempre credibili in toto, spesso chi legge è spinto automaticamente a pensare che il sentimento porti ad esagerare ad esaltare la figura del  proprio caro,  ad essere poco obiettivi. Ho preferito perciò  elencare date e fatti, in maniera  distaccata, astenendomi da commenti e considerazioni, facendo solo questa riflessione : In questi ultimi anni, dalla sua scomparsa ad oggi, ho incontrato casualmente molti che sentendo il mio cognome, mi chiedevano se ero il figlio di Yves, oppure di Traversa, ho ricevuto calorosi abbracci per questo, strette di mano sincere, segni di commozione, manifestazioni di stima, tutto questo credo abbiano un significato ben preciso, o almeno per me lo ha. 
Ognuno di noi, in questa vita, lascia inconsciamente una traccia del suo passaggio chi più, chi meno, credo che Yves, mio padre, per la sua passione, per il suo entusiasmo, per la sua dedizione a questo sport visto come ragione di vita, abbia lasciato un’orma importante nel mondo del paracadutismo, almeno per chi l’ha conosciuto, non solo per essere stato uno dei “ Ragazzi del Comandante Sala”, non solo per essere presente sui libri dell’amico Nino Arena (da poco scomparso) , ma , credo, per ciò che ha fatto per il paracadutismo sportivo e per l’Anpd’I.  Qualche giorno dopola Suascomparsa, un parà mi disse, Massimo pensa che lui è lassù e sta saltando felice…..…Così me lo immagino!
Alzo gli occhi al cielo e mi sembra di vederlo, sorridente, baffi al vento,  fumata al piede,  in “relativo” con una miriade di altri amici, parà di tutto il mondo, e di tutti i tempi, in una formazione infinita e meravigliosa, in una caduta libera interminabile.

 

 

4 pensieri riguardo “Yves Traversa”

  1. GRAZIE PER AVER RICORDATO UN GRANDE UOMO ,E’ STATO UN ONORE CONOSCERLO, CONDIVIDERE CON LUI IDEE E PROGETTI. L’HO CONOSCIUTO TROPPO POCO , MA IL GIUSTO PER INCHINARMI E DIRE “YVES SEI STATO UNA GRANDE PERSONA” GRAZIE DELLA TUA DISPONIBILITA’. CIELI BLU!!! FOLGORE!!!!

  2. Caro Massimo, non so se ti ricorderai di me. Io commentavo come speaker le manifestazioni. Conservo diverse foto del tuo grande Papa’. scrivimi, ciao . Jacchetti .

  3. è stato l’uomo che mi ha convinto al paracadutismo, ricordo volentieri il suo sguardo appuntito, le sue occhiate severe ma sincere, è stato il mio istruttore, è saltato anche lui al mio primo lancio..ricorderò sempre i suoi racconti fascinosi, almeno per me!
    grande uomo Yves..grazie di avermi dato l’oppotunità d’incontrarti e capire alcuni valori…

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