Parte 2^

UNA VOLTA CHE AVRETE CONOSCIUTO IL VOLO, CAMMINERETE SULLA TERRA GUARDANDO IL CIELO, PERCHE’ LA’ SIETE STATI E LA’ DESIDERETE TORNARE.                                                                                                                           Leonardo da Vinci

Intanto nel 1918 Floyd Smith brevetta il primo dei paracadute di salvataggio è costituito da una imbragatura con nastri di cotone con una resistenza di 3400 libbre, custodia impermeabilizzata, calotta in seta da 28 piedi di diametro con 40 funi di sospensione, pilotino estrattore, maniglia di apertura. Manca solo il tubo flessibile di protezione del cavetto della maniglia che verrà aggiunto successivamente . Sarà il prototipo per la costruzione dei futuri paracadute di molti paesi.

Nel 1922 il tenente dell’aeronautica Prospero Freri realizza in collaborazione con Gennaro Maddaluno il primo paracadute italiano  che prenderà il nome di “aerodiscensore”. Il tenente in questione non aveva mia pensato al paracadute tanto era entusiasta di pilotare velivoli, ed invece come lui stesso riferisce, un giorno ,un brutto giorno,durante la Prima Guerra Mondiale, mentre si trovava in Albania, vede uno dei suoi precipitare a bordo dell’aereo in fiamme, il malcapitato per sfuggire al rogo si gettò nel vuoto da un’altezza circa di 300 metri. Pochi anni più tardi il 17 maggio 1917 mentre collaudava , nei cieli di Capodichino un Caudron G4,questi inizia a precipitare, sebbene il pilota si industri a evitare l’impatto l’aereo si sfracella in un bosco uccidendo il meccanico che era a bordo e Freri ferito in modo grave decise durante la degenza di dedicarsi al progetto di un paracadute perché continuava a ripetere “se avessimo avuto il paracadute ce la saremmo cavata tutti e due. L’aereo discensore viene provato per la prima volta da Maddaluno  a Centocelle  l’otto ottobre 1922 mentre Freri lo usa il 12 giugno del 1923 sul campo di Montecelio.

Sempre nel 1923 Ereno Alfredo inventa un paracadute ad apertura automatica ma nonostante le buone caratteristiche  di affidabilità e costruzione non viene preso in considerazione dalle autorità militari. Sarà sempre Prospero Freri nel 1924 ad ideare un altro paracadute dorsale, abbastanza moderno chiamato “Salvador”, verrà presentato a numerosi paesi europei. L’imbragatura a differenza da quella ideata da Floyd è priva di nastri cosciali, è invece costituita da una fascia pettorale regolabile ed è sostenuta  da un singolo nastro posto a tracolla di conseguenza il paracadutista assorbe lo shock di apertura interamente sulla gabbia toracica e a paracadute aperto il suo corpo  sarà a 45° rispetto al suolo. In seguito questo modello verrà continuamente migliorato, inserendo nastri cosciali e spallari. Sempre nel 1924 nel centro militare americano di studio e progettazione paracadute a Mc Cook Field, Dayton, perfeziona il paracadute di Floyd Smith e inserisce un altro elemento fondamentale: l’ausiliare.

Nel 1925 Steven Budreau, istruttore dell’esercito americano dimostra per la prima volta che è possibile effettuare una caduta stabile e controllata lanciandosi da 2000 metri con apertura del paracadute a 1000 metri. Fino ad allora la caduta libera era di breve durata.

Nel 1927 la Regia Aereonautica indice il primo corso di paracadutismo, diretto da Prospero Freri , al termine del quale saranno brevettati circa 250 paracadutisti.

I sovietici nel 1930 organizzano la prima gara di paracadutismo. I partecipanti cercano di atterrare il più vicino possibile ad un bersaglio predeterminato. In Italia invece si affaccia sulla scena Ivo Viscardi. Nei 12 anni di attività eseguirà 185 lanci , molti dei quali dimostrativi e di collaudo, numerosi con il paracadute “Lisi” , paracadute a velocità variabile, e proprio in seguito alla mancata  riapertura di questo riporterà lesioni tali da impedirgli di proseguire la pratica del paracadutismo. Sempre l’Unione Sovietica nel 1933 riunisce tutti i club sotto un’unica organizzazione nazionale, mentre ormai le vicende politiche spingono verso una corsa al riarmo, anche il paracadute viene visto come strumento atto a lanciare in massa soldati dove più necessarie sono le esigenze tattiche. In America, nel 1934, invece ancora distanti dai prodomi del conflitto, Floyd Smith pubblica un’ articolo descrivendo le tecniche da usare durante la caduta libera. Sempre negli Stati Uniti viene sperimentato l’impiego di pompieri paracadutisti per spegnere gli incendi nelle foreste. Nello stesso anno l’unione Sovietica effettua delle manovre militari nei pressi di Kiev. Due battaglioni,dotati di 16 pezzi di artiglieria leggera, vengono lanciati, dietro le linee nemiche, nelle foto che ritraggono questa missione gli equipaggi sono forniti oltre che del paracadute dorsale anche dell’ausiliario.  

La Francia nel 1935 invia due ufficiali alla scuola di paracadutismo di Tushino, presso Mosca, dove conseguono il brevetto . Nell’autunno dello stesso anno viene assegnato al capitano Fred Geille, uno dei due inviati a Mosca, il compito di creare la prima scuola di paracadutismo francese a Pijaut, presso Avignone. La scuola avrà in dotazione gli “Irving” americani. Il  10 gennaio del 1936 i rifornimenti alla 3^armata in Abissinia vengono inviati attraverso aviolanci, in seguito sarà adottata la stessa procedura per rifornire il Regio Esercito. Mentre i sovietici hanno organizzato gli addestramenti su vasta scala, ormai dispongono di 500 torri di lancio dislocate in 115 zone di allenamento.

Intanto nel 1938 Dupont inventa il nylon, l’invenzione di questa fibra sintetica soppianterà quelle naturali spesso costose e non altrettanto affidabili, imprimendo un ulteriore  sviluppo allo sviluppo dei materiali. 

Sull’aeroporto di Castel Benito nelle vicinanze di Tripoli nasce la prima scuola di paracadutismo italiana, la direzione è affidata alla Regia Aeronautica. Frequentatori di detta scuola sono gli ascari libici, incorporati  nei battaglioni coloniali. E’ presso questa scuola che il “Salvator” inizia la sua evoluzione, inizialmente chiamato D.30 si trasforma in D.37, D39,D40. Presso questa  scuola utilizzando il D37 si ebbero 75 morti e 72 feriti si procedette comunque con la costituzione di un secondo battaglione e nel maggio del 1938 gli ascari libici vennero lanciati sulla piana di Bir Gamen. Sempre in Libia nel 1940 si costituisce il primo battaglione di paracadutisti nazionali in questa occasione viene usato il D40, il modello in questione ha superiori dimensioni rispetto ai precedenti, metre il velivolo è sempre lo stesso il  trimotore Savoia Marchetti S.M.81. Intanto nel 1939 il 15 ottobre sul territorio nazionale in una città etrusca, Tarquinia, viene fondata la prima scuola di paracadutismo. Il vecchio “Salvator D40”riservava però una amara sorpresa ,negli lanci di brevetto dal Caproni 133 perdono la vita 4 allievi nel giro di 2 giorni, il D 40 viene definitivamente accantonato e sostituito con il IF 41/SP (Imbragatura Fanteria 1941 Scuola di Paracadutismo) nel frattempo elaborato dal reparto studi della Regia Aeronautica.  Si tratta di un paracadute con calotta di seta di 59 metri quadrati formata da 20 fusi, il cui fascio funicolare confluisce in un singolo punto centrale dell’imbragatura all’altezza della schiena. L’imbragatura, in canapa linizzata, è costituita da una cintura pettorale dotata di due nastri spallari e due nastri cosciali, tutti regolabili. Borsa portacalotta con relativa fune di vincolo in treccia di canapa e moschettone di aggancio.

La sua robustezza e affidabilità sono di tutto rispetto, 50 anni dopo verrà nuovamente testato con un manichino di 90 kg ottenendo il seguente giudizio: sequenza di apertura impeccabile, velocità di discesa 5,5 metri al secondo, oscillazioni superiori alla norma.

Durante la II^ Guerra Mondiale numerose furono le operazioni dove furono impiegati paracadutisti, dove il loro impiego è spesso il lancio di massa.

Nel 1944 uno statunitense di nome Frank Derry, uno “smokejumpers” cioè un pompiere paracadutista, pratica delle fenditure su alcune calotte emisferiche da 28 piedi. E’ la prima delle tante modifiche che verranno eseguite sulle calotte con l’intento di renderle direzionali e dotate di capacità di spostamento.

Dopo la fine della II^ Guerra Mondiale il paracadutismo riprende il suo sviluppo verso l’indirizzo ludico-sportivo. Quindi nel decennio seguente la fine del conflitto in tutte le nazioni nascono associazioni di paracadutisti.