Storia della sezione

La nostra Storia….49 anni di Sezione.

Questa pagina in continua evoluzione nasce grazie alla volontà di Massimo Traversa figlio  di Giorgio Yves ed è il risultato della memoria storica.
Resta aperto al contributo di  tutti coloro che in quegli anni hanno vissuto la sezione, chi avesse notizie può contattare la segreteria ringraziamo anticipatamente tutti coloro che vorranno  dare il loro contributo

L’incontro a Savona di alcuni paracadutisti savonesi reduci dal conflitto, con il contemporaneo formarsi a livello nazionale delle prime Sezioni, hanno fatto sì che anche a Savona, si costituisse la Sezione.

Primo punto d’incontro utilizzato dai nostri fondatori, fu una famosa palestra in C.so Ricci 32B/26,  al piano interrato di un portone all’angolo prima di Via Aglietto. Questa palestra era dell’allora prof. Enrico Terraciano, insegnante di educazione fisica, e primo istruttore atletico dei futuri parà del primo corso. Questo primo Corso di paracadutismo si tenne nel 1963 ed era stato intitolato ad Edvino Dalmas, comandante, prima del Battaglione A.D.R.A immolatosi in Algeria, e poi della scuola di paracadutismo di Tradate nel lontano 1943.

Giovani entusiasti di diventare paracadutisti si affacciavano alla porta della palestra, ove si s’insegnava la capovolta  e si preparavano i futuri parà al grande evento.

Yves Giorgio Traversa, allora primo presidente della fondata Sezione di Savona affiancato dal suo compagno d’armi Vittorio Adorni, di Celle Ligure, con il prof. Terraciano e  Carlo Bigatto, anch’egli reduce della Folgore del 43/44, si prodigava alla preparazione tecnica e fisica dei giovani savonesi, con sessioni di palestra, corse, superamenti ostacoli e soprattutto lezioni teoriche.

Ricordiamo alcuni dei quei ragazzi savonesi che parteciparono al primo Corso del 1963: Roberto Furia, in seguito prestò servizio di leva nella Folgore, per poi entrare nella Polizia Municipale di Savona, e quindi Volontario Croce Rossa.

Fabrizio Terraciano, figlio del Prof. Terraciano, Luigi Guarena oggi volontario della protezione civile, Andrea Lamberti, che continuò l’attività lancistica, sia in Italia che in Francia,  Zambolin………

ella foto:
Vernazza, Rossi,Garzedda  Jacchetti

Primo lancio a Venaria Reale

ed il Mitico D.T. Vittorio Adorni

Foto Vignola e Pivetta

   foto Pisanu Carlo

primo lancio

29 gennaio 1967 Tassignano
1° lancio (in alto) Manconi, Rossi, Jacchetti
(sotto) Oddera, adorni (mitico direttore tecnico anni 60-70)  Valdora.

E ancora altri nomi : Carlo Pisanu, Ardissone Don Francesco nella foto, Carlo Gozzi, Martino Mazzei, carabiniere paracadutista anch’egli reduce, Guido De Toma, Giovanni Campolo,  Cesare Marciante Piero Rossi.
Da non dimenticare Pierantonio Jacchetti speaker ufficiale di tutte le nostre manifestazioni.

Laino, Ceriana poi entrato nella Polizia Municipale, Andreina Bernat, impiegata del Comune di Savona, Giovanni Gallo, figlio dell’orefice, Don Fancesco, missionario in Africa,

Agnese di Millesimo, Cappellino di Albenga, Chionetti entrato nella Folgore come ufficiale, i fratelli Paolo e Carlo Manconi. Pierino Rovani, Michele Tortorella

Già nel 1964 l’attività lancistica  della Sezione di Savona viene svolta anche, per ragioni propagandistiche, in manifestazioni nelle varie cittadine rivierasche, vedi Albissola Mare, Pietra Ligure, Celle Ligure ed altre,  mediante  lanci vincolati ed in caduta libera con atterraggi in mare, alternati da esibizioni acrobatiche di aerei dell’aereoclub di Villanova di Albenga.

L’aeroporto di quella cittadina diventa, grazie all’idea della Sezione di Savona, in quegli anni un nuovo centro di paracadutismo sportivo, un centro che raccoglie anche i parà provenienti da Genova da Torino e da ogni dove, anche dalla Francia.

Un hangar viene riservato ai paracadutisti, tavoloni per ripiegare, binocoli ed altra attrezzatura fanno da contorno alle attività di questo centro. Ricordiamo l’istruttore Paride Rava di Torino, Mario Re, i paracadutisti genovesi Rinaldo Corsiglia, Pizzimbone, i sanremesi Italo Balzaretti e Tullio Vignola, i milanesi Gianni e Roberto Mirzan fondatori dell’”Accademia di Paracadutismo”.  Viene realizzato il bersaglio per le gare di precisione, vengono organizzati stages estivi, vere full immersion, una organizzazione perfetta ed accogliente: di giorno attività lancistica, la sera, spettacoli organizzati dai parà per il divertimento anche degli abitanti di Villanova. La notte  si dormiva tutti in brande militari nella scuola del paese.

 Nel  frattempo, sono gli anni 1965/66,la Sezione si trasferisce in Via Lichene    primo piano, l’attività di preparazione al brevetto, e di organizzazione di eventi e stage continua.

Il gruppo di paracadutisti del centro di Albenga si presentano alle manifestazioni per essere premiati in una divisa sociale giacca blu, pantaloni grigi e sul taschino uno scudetto “Para Liguria”. (vedi foto)

Nel 1980 circa viene eletto presidente della Sezione di Savona il carabiniere paracadutista Martino Mazzei reduce della campagna d’Africa che vide il Primo Battaglione Reali Carabinieri Paracadutisti protagonista, nella campagna d’Africa, di atti di eroismo ad Eluet el Sael.  L’attività di preparazione a nuovi brevettati non si ferma….
Con la scomparsa di Martino Mazzei, Gesualdo Cappello diviene  l’attuale presidente.

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La nostra Sezione è dedicata alla M.A.V.M.  Tenente paracadutista Bruno De Camillis “ Leone della Folgore”. “Ultimo Colpo”. Dopo aver superato  l’addestramento prelancistico ed aver conseguito il brevetto di paracadutista come gli altri commilitoni anziché venire impiegato nell’aviolancio su Malta lo sarà nelle sabbie del deserto di El Alamein.
Nell’ambito di quella battaglia gli viene conferita la Medaglia d’Argento al Valore Militare e precedentemente rifiuta quella d’oro affinchè sia assegnata ad un suo commilitone morto in uno scontro. Quando giunge alla “FOLGORE” l’ordine di ripiegare per impedire  di venire aggirati dagli inglesi, il Tenente Bruno De Camillis inquadrato nel Raggruppamento Camosso riceve l’ordine, insieme ad altri 300,di coprire il ripiegamento fino ad esaurimento delle munizioni. Durante questa operazione di copertura perde il suo Comandante  e a seguire tutti i serventi del pezzo 47/32, ma non perde la volontà di lottare, fino a quando con l’ultimo colpo rimasto arma il pezzo, mira e centra un mezzo nemico, guadagnandosi un’altra Medaglia d’Argento al Valore Militare e l’appellativo che lo contraddistinguerà “ULTIMO COLPO”

Testimonianza di Bruno De Camillis – Ultimo Colpo

in lavorazione

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